lunedì 16 aprile 2012

La fine del sesso, non sempre la tomba di un rapporto

Spesso si vive l'ansia del calo del desiderio come un segnale dell'imminente crollo della relazione con il proprio partner e con il tempo sono poche le coppie che riescono a mantenere una vita sessuale costante che generalmente tende a diradarsi, se non ad annullarsi.
Eppure delle volte capita di sperimentare il ripetersi di situazioni prestabilite che inevitabilmente culminerebbero con un orgasmo, ma che in quel preciso istante quest'ultimo ci appai superfluo.

Alcuni giorni che non ci si vede, se ne è parlato a lungo dell'incontro tanto desiderato, sembra che non si riesca a resistere l'uno all'altro, auto, solito posto, sedili reclinati eppure quando si inizia ad accarezzarsi, a baciarsi, a guardarsi negli occhi e a sorridere, sembra che il sesso possa diventare solo una inutile perdita di tempo, che già basti tutto ciò, null'altro di nuovo deve essere costruito, c'è l'affetto, l'amore anche il desiderio dell'altro espiato attraverso piccoli gesti, attraverso le dita che scivolano lungo il corpo, le parole sussurrate e le occhiate furtive. Solo pochi mesi e il sesso può apparire superfluo, immaginiamo all'interno di una coppia rodata lo stato di grazia del donarsi all'altro potrebbe essere più che divincolato dal fare l'amore.

Per concludere e per mera onesta, alla fine lo abbiamo fatto ed è stato bello come al solito, e seppure non lo avessimo fatto, sarebbe stata solo la prima volta e forse non l'occasione migliore per sancire nuove leggi sull'amore. Resta l'idea che non sempre la mancanza di rapporti consumati nella loro completezza rappresentino l'inizio di una rottura all'interno della coppia, e se fosse invece il raggiungimento di uno stato di grazia che tra i vari pregi ha quello di non doversi rimettere le mutande dopo averlo fatto?

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