venerdì 28 giugno 2013
Le Chat. Vetrine moderne per Scopate fast-food
L'era digitale sembra fatta apposta per i gay, che finalmente hanno lasciato andare qualsiasi riserbo davanti allo schermo di un pc, annusandosi, cercandosi, cominciando estenuanti chattate con foto annesse che procedono dal generale al particolare: tipica foto quella degli occhi, oppure del torace scolpito, piedi per i feticisti, sorriso, oppure c'è la foto di spalla, ma generalmente tutti a fotografarsi davanti allo specchio del bagno, ovviamente con la chiave girata nella toppa. Poi si procede per collage, con la tipica domanda <<Hai foto del viso?>> ed ecco il viso, poi si scende verso il basso con il salire della temperatura e si chiude con un pene in primo piano, foto dalla quale è sempre molto complicato capire l'entità della mercanzia, e una del lato b, della quale ci si interroga sempre sul come ci sia riuscito a farlo.
Prendiamo una delle tante chat, ci si muove di pagina in pagina come per le vie di una Amsterdam a luci rosse, così da poter scegliere uno per i propri gusti, altezza, peso, attivo o passivo, sfranto o sposato, muscoloso, bear o imberbe, oppure ci sono i profili oscurati, forieri di belle sorprese o anche delle peggiori, bisogna diffidarne tanto quanto quelli con i profili comprensivi di foto, se vedete una foto troppo posata, si tratta dell'ultima pubblicità di Intimissimi, non di una foto reale.
Di fatto quello che resta è una sensazione delle volte esaltante, altre desolante, un modus operandi generalmente sterile e meccanico in grado di creare dipendenza o sensazioni di ribrezzo.
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